sabato 15 settembre 2007

Le leggi della Second Life

Anche se molti di voi probabilmente non ne hanno mai sentito parlare, e men che meno l'hanno frequentato, Second Life è probabilmente il fenomeno più importante del 2007 nel campo delle tecnologie sociali dell'informazione. Molto spesso, il fenomeno è stato descritto nei media mainstream (che pure ne hanno favorito la diffusione) da persone che non avevano nessuna esperienza diretta e i cui racconti sono stati, nella migliore delle ipotesi, piuttosto imprecisi. Per questo, il 12 ottobre ho invitato nell'Aula Magna della Bicocca un gruppo di esperti che ho incontrato dentro Second Life per parlare, una volta tanto con competenza di causa, degli aspetti più rilevanti del metaverso.

5 commenti:

evolution ha detto...

Gentile professore, ci auguriamo tutti che si parli "una volta per tutte con competenza" di second life, come tiene a sottolineare nel suo post! A dire il vero non vedo molti esperti, tranne uno, di tecnologie informatiche tra i suoi invitati, perdoni la mia puntualizzazione. Parlare di Second Life come di "fenomeno importante nel campo delle tecnologie sociali dell'informazione", inoltre, mi sembra piuttosto riduttivo. Vede le interfacce, nel campo delle tecnologie dell'informazioni, sono innanzitutto, come lei ben sa, uno strumento e come tale occorre predisporne e comprenderne il funzionamento in maniera appropriata. Certo è che, in quanto strumento a disposizione degli esseri umani, ha tutte le caratteristiche per produrre degli effetti "socialmente" significativi ma questo è un di cui seppur autorevolissimo e non trascurabile. In tal senso quindi sarebbe opportuno che fossero interpellati anche gli informatici e non solo i sociologi o i filosofi. Sarebbe interessante sentire anche l'opinione delle donne che di informatica si occupano molto brillantemente nel nostro paese ma che, a quanto pare, sono sempre troppo poco interpellate soprattutto per quanto riguarda gli aspetti tecnologici! Auguri alla sua convention e soprattutto speriamo sia davvero esaustiva sotto il profilo della cognizione di causa in materia di metaverso.

Andrea Rossetti ha detto...

Mi perdoni, ma credo che si dia spesso troppa enfasi al lavoro degli informatici, quando si parla di impatto sociale delle ICT. Credo che questa analogia possa chiarire quello che penso: per capire quale sia stato (e quale sia) l'impatto della diffusione dei mezzi di trasporto personali sul modo in cui vivono i singoli individui non è necessario rivolgersi ai progettisti di auto o ai meccanici.

info ha detto...
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info ha detto...
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info ha detto...

Dice bene, per quanto riguarda le auto! Temo però le manchi qualche cognizione: gli informatici non sono solo tutti progettisti di strumenti. In particolare la progettazione del software e quindi di alcuni degli strumenti, per così dire, informatici non può e non deve prescindere dall'impatto che essi produrranno a livello sociale, infrastrutturale etc. Inoltre non intendevo sollecitare la sua attenzione verso chi si occupa di informatica prescindendo dagli aspetti semantici di cui gli strumenti informatici sono intrisi e dei quali gli informatici si occupano durante le fasi di analisi e progettazione.
Vero è che molti di noi, informatici, spesso hanno un background umanistico-giuridico prima che tecnologico.