mercoledì 26 agosto 2009

L'inusabilità degli OPAC

Una ricerca che non farò mai è quella sul peggioramento dell'ergonomia delle interfacce degli OPAC delle biblioteche. Ricordo ancora l'emozione che ho provato la prima volta che ho potuto consultare lo schedario dell'Università di Pavia, comodamente seduto nella mia stanzetta di studente, connesso con un modem e con Netscape. Si faceva una ricerca e veniva visualizzata una lista che conteneva tutte le informazioni necessarie per andare in biblioteca e trovare sugli scaffali i testi cercati. Poi, purtroppo, i software per le biblioteche hanno iniziato a farli i bibliotecari ed ora è possibile visualizzare una scheda bibliograficamente perfetta, ma è impossibile creare una lista con cognome e nome dell'autore, titolo del testo e segnatura che, come sa ogni utente di una biblioteca, è il formato di lista più comodo per chi voglia consultare una serie di libri.
Devo riconoscere che queste nuove interfacce forniscono un sacco di opzioni, che non ho ho mai usato (né ho mai conosciuto qualcuno che le abbia usate): sono inutilmente complicate anche per un assiduo frequentatore di biblioteche e non mi dicono quello che l'utente medio di una biblioteca vuole sapere. Insomma, un perfetto esempio di inusabilità.

2 commenti:

Elena ha detto...

Dolente contraddirla prof, ma anche negli OPAC ci sono le liste: autori, titoli, soggetti ecc. ecc. Almeno in quelli seri. Degli altri non dico.

Andrea Rossetti ha detto...

Non ho usato 'lista' in senso tecnico (nel senso di sistema per assegnare quella che gli ingegneri chiamano un po' misteriosamente "semantica"), ma nel senso di elenco continuo di titoli con tutte le informazione necessarie per reperire il testo sullo scaffale.