venerdì 1 agosto 2008

La vita spirituale di uno scrittore

Lo scrittore vietnamita Nguyen Huy Thiep, durante la cerimonia di conferimento del premio Nonino, ha raccontato questa storia (l'ho trovato nel blog di Claudio Sabelli Fioretti):

In una località piena di piante, abitata da gente semplice, c'era un maestro buono e saggio, che faceva lo scrittore, insegnava ai bambini e sapeva coltivare per nutrirsi. Tutti lo rispettavano, lo consultavano in ogni occasione e ricevevano sempre i suoi sinceri consigli. Il maestro era molto povero, aveva solamente una coperta per coprirsi. Quando si metteva a scrivere, i fetidi topi diabolici arrivavano a rosicchiare la coperta rovinandola e ciò lo rendeva infelice. Un passante, vedendo la situazione, provò compassione per il maestro e gli regalò un gatto per catturare i topi. Siccome gli abitanti del villaggio amavano il maestro, tutti amavano anche il suo gatto e gli portavano il latte per nutrirlo. Un giorno, una ricca pellegrina, sentendo la fama di virtù del maestro, gli regalò una mucca per fornire latte al gatto. Vista la situazione, i compaesani costruirono una stalla per la mucca per ripararla dalle intemperie. «Ma è possibile che la mucca abbia un tetto e il maestro non abbia neanche una casa?» si domandavano gli abitanti del villaggio. Allora si misero a costruire una piccola pagoda per il maestro. Da quel momento il maestro non ebbe più tempo per meditare e scrivere, doveva allevare la mucca, che forniva il latte al gatto, che cacciava i topi. Gli abitanti di buon cuore del villaggio, notando che il maestro non meditava e non scriveva più versi come prima, gli mandarono una donna per curare la mucca. Alla fine, il maestro aveva il vestito per coprirsi, un gatto per catturare i topi, una mucca che forniva il latte e addirittura una donna che lo aiutava per le faccende in casa. Il maestro non riusciva più a ritrovare il proprio equilibrio. Ormai aveva ottenuto tutto, era ricco come un notabile. Prese in moglie la donna. Poco tempo dopo, cominciò ad arrabbiarsi, bestemmiare, spettegolare, si mise anche a bere, a picchiare la gente, a correre dietro le ragazze dell'età di sua figlia.
Così finì il tranquillo percorso religioso del maestro.

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