lunedì 8 febbraio 2010

Anonimato e biblioteche

Qualche giorno fa, il 12 gennaio per essere precisi, Stefano Ricci ed io abbiamo tenuto un incontro con i bibliotecari della Bicocca per parlare di trattamento dei dati personali e privacy. Durante la discussione si è sollevato il problema del controllo delle entrate nella Biblioteca d'Ateneo: come sanno tutti coloro che frequentano questa biblioteca, per entrare è necessario strisciare un badge che contiene i dati di colui che vuole accedere (se, come spesso accade, se si dimentica il tesserino è necessario compilare un modulo con tutti i propri dati e lasciare al guardiano dell'entrata un proprio documento identificativo). Il problema consiste nel fatto che per il funzionamento della biblioteca non è affatto necessario registrare i dati identificativi di coloro che entrano unicamente per consultare i libri esposti sugli scaffali e, dunque, questa procedura contravviene al principio di necessità di trattamento dei dati, uno dei principi fondanti della legge sul trattamento dei dati. Quindi, anche qualora sussistesse l'obbligo di verificare lo studente che accede alla struttura abbia determinati requisiti (ad esempio, sia in regola con le tasse universitarie) una volta che la verifica sia stata svolta il dato dovrebbe essere o cancellato o anonimizzato: nessuno ha necessità di sapere chi ci sia in quel momento in bibliocheta o chi ci sia stato in un particolare momento.

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