martedì 13 aprile 2010

Vivi Down vs. Google: le motivazione della sentenza.

Sono uscite le motivazioni della sentenza. Leggetele (a partire da pagina 85) che in una delle prossime lezione di Informatica giuridica ne parliamo.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

O mamma mi sa che chiudono la catena di ristoranti che preferisco perchè il proprietario non ha fatto attaccare sulla porta d'ingresso un cartello enorme in cui si diceva che "bisogna lavarsi le mani prima di sedersi a tavola"!

Anonimo ha detto...

Ho appena saputo che oltre a chiudere....lo arrestano pure! La legge sulla tutela dell'igiene....e pensare che è stata appena riformata!

Anonimo ha detto...

Chi mette a disposizione dei server (nel caso specifico google) se non vogliamo dire che offre un servizio pubblico, ammettiamo almeno che sicuramente offre un servizio facilmente “usufruibile” anche da bambini (e ragazzi “incivili” come quelli che si divertono a ridicolizzare i disabili e che tendono, per spirito di emulazione, a moltiplicarsi grazie alle immagini “veicolate” da questi COLOSSI del WEB) ; Google non può lavarsi le mani e sollevarsi da qualsiasi responsabilità, accettando solo i compensi pubblicitari derivanti dalle “migliaia di clic” ottenuti includendo quelli dei visitatori di questo video “denigratorio”! Perchè come giustamente lascia intendere il giudice: Non siamo in una Giungla senza regole! Potremmo a questo punto scendere per strada e guadagnare “rubando” le cose degli altri! Google ha in questo senso guadagnato “rubando” la dignità degli altri! E anche se non ci avesse guadagnato nulla, proprio per la sua “funzione pubblica”, sarebbe valsa cmq la pena assumere alle proprie dipendenze dei “controllori” (moralmente integri) per evitare che certa spazzatura andasse in mondovisione! E’ un investimento minimo che ci si aspetterebbe da Colossi del genere la cui funzione vogliono farci credere sia solo quella di essere semplici “repository” di file; ma nella realtà guadagnano attraverso la consultazione (divulgazione mascherata) da parte degli utenti anche di questo tipo di immagini.
Bisogna riappropriarsi di un po’ di “umanità” e buon senso! Altrimenti torniamocene nella giungla e non definiamo questa una società civile!