mercoledì 2 marzo 2011

Un'annotazione sulla filosofia di Ludwig Wittgenstein

C’è gente che dice, certe volte, di non poter dare un giudizio a proposito di questo o di quest’altro perché non hanno studiato filosofia. È un’irritante assurdità, perché si presuppone che la filosofia sia una qualche scienza. E si parla di essa un po’ come della medicina – Ma una cosa si può dire: chi non ha mai compiuto una ricerca di carattere filosofico, come ad esempio quasi tutti i giuristi, non è provvisto degli organi visivi adatti a una ricerca o a una prova del genere. Un po’ come chi non è abituato a cercare nel bosco fiori, bacche o erbe non ne trova affatto, perché il suo occhio non è affinato e non sa in quali punti particolari deve cercarli. Così, l’inesperto in filosofia passa davanti a tutti i punti dove si celano sotto l’erba delle difficoltà, mentre l’esperto si ferma proprio lì e sente che una difficoltà c’è, anche se non l’ha ancora vista. – E non ci si deve meravigliare quando veniamo a sapere quanto a lungo anche l’esperto, che pure si accorge che una difficoltà c’è, deve cercare per trovarla. Quando una cosa è ben nascosta, è difficile trovarla.

Ludwig Wittgenstein, 1937


Ludwig Wittgenstein, Vermischte Bemerkungen, a c. d. G. H. von Wright con la collaborazione di H. Nyman, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1977; trad. it. a c. d. M. Ranchetti, Pensieri diversi, Adelphi, Milano, 1980.

[Via: Incidenze. Scritti critici. Saggi, articoli e recensioni di filosofia, politica e storia del presente.]

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