giovedì 3 marzo 2011

Wikipedia non è una enciclopedia

L'idea che sta alla base di Wikipedia è un'idea molto affascinante; è l'idea che tutti possano democraticamente e paritariamente contribuire alla conoscenza. Ma è un'idea falsa: non tutti i contributi hanno il medesimo valore, perché non tutti i contributori sono eguamente competenti e l'universale possibilità di revisione non è una garanzia dell'attendibilità del contenuto. E' stato un caso che mi è occorso personalmente che mi ha fatto riflettere e comprendere i limiti del progetto Wikipedia: uno studente di dottorato, scrive una pagina su di uno studioso vivente di filosofia del diritto, la pagina viene rivista da me a da almeno altre due persone che studiano la materia, viene pubblicata e dopo un po' viene rimossa su segnalazione di una persona che con la filosofia del diritto non ha nulla a che fare; la segnalazione è motivata da un giudizio di merito sul lavoro dello studioso oggetto della voce, che quella persona semplicemente non è in grado di dare. La mia non è una mera riaffermazione del principio di autorità: semplicemente credo che il mio giudizio su qualcosa che riguarda la filosofia del diritto possa essere più accurato ed attendibile di quello una persona che di mestiere non studia questa materia (ad esempio, di quello studioso io ho letto quasi tutte le opere; quante opere aveva letto l'utente di Wikipedia che ha causato la scomparsa della pagina?).
Il problema dell'attendibilità non riguarda tanto gli autori o gli argomenti che un po' tutti conoscono: provate a inserire qualche inesattezza nella pagina che riguarda il papa dei cattolici e vedrete che qualcuno, dopo brevissimo tempo, la emenderà (con ogni probabilità, quella pagina è seguita dall'ufficio stampa dello Città del Vaticano). Il problema riguarda invece gli argomenti minori, quelli per cui le enciclopedie sono più utili per farsi un'idea: in quelle voci ignoti autori producono testi che a volte neppure apparentemente (nel migliore dei casi) cercano di essere imparziali. Il problema è che se il lettore è totalmente digiuno di un argomento non è in grado di giudicare il contenuto e quindi l'idea che si farà di quel particolare argomento sarà parziale o sbagliata.

12e40, 14 marzo 2011: sono stufo dello stillicidio di commenti, per lo più ripetitivi; se volete continuare a commentare fatelo da qui. Pazienza non ha limiti, la mia invece sì.

30 commenti:

Simone Aliprandi ha detto...

Capisco; e concordo sul fatto che un episodio del genere dimostra che il modello Wikipedia non è ANCORA a prova di bomba. Evidenzio l'avverbio ANCORA perchè credo che sia solo questione di tempo. Tu comprensibilmente non hai ritenuto di intestardirti per il ripristino della voce, con il probabile esito di una polemica fra contributori di Wikipedia. ma sono certo che arriverà un momento in cui il sistema di controllo delle voci sarà più maturo; ad esmepio un momento in cui fra i contributori ci sarà qualcuno sufficientemente competente su quasi tutti gli argomenti (anche quelli di nicchia ed iperspecialistici) con cui sarà possibile un confronto più costruttivo di quello che hai trovato tu quella volta.

Luca "S." Martinelli ha detto...

Prima di addentrarmi nel commento al post, vorrei sapere qual è la voce che lo ha generato. Possibile pure che ci sia stato un errore.

Cristian ++ ha detto...

Scusate per il link lasciato "di passaggio":
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Risposte_alle_obiezioni_comuni#Pregiudizio_sistemico

Cristian

Anonimo ha detto...

Un caso comune e semplice, il tono di scandalo mi pare, devo dirlo, indice di ingenuità. La risposta è altrettanto semplice: su WP non basta la conoscenza serve anche la capacità di interagire e di utilizzare argomentazioni coerenti con le linee guida.

Certo, senza vedere il caso nello specifico valutare è impossibile ma i casi di enciclopedicità dubbia sono di regola gestiti in riferimento a criteri specifici, se il personaggio rispetta i criteri la voce solitamente rimane, altrimenti si possono sempre modificare gli stessi criteri.

In questi mesi si sta sviluppando un'importante riforma delle procedure di cancellazione, proprio per evitare che pareri immotivati abbiano un peso eccessivo.

La scienza è sempre suscettibile di dibattito, il titolo provocatorio del post mi sembra risponda a un comprensibile risentimento, che molti studiosi che hanno partecipato a Wp possono aver provato, ma che hanno poi superato imparando a gestire le dinamiche argomentative wikipediane, certo non sempre limpide, ma nemmeno inintelligibili.

Non posso che consigliare al prof. Rossetti di non darsi per vinto e provare nuovamente a sostenere le sue tesi, considerando che appellarsi alla propria posizione di esperto non è mai sufficiente e spesso anzi controproducente, è molto meglio mostrare l'evidenza di quanto si sostiene ad esempio citando fonti terze, nello spirito del progetto.

Johnlong (utente di Wp)

ps: purtroppo devo convenire sull'esistenza di un Cultural Bias: su wp ci sono meno voci sui filologi che sui pokèmon, ma questo problema si risolverà credo solo quando gli intellettuali scenderanno dalla torre d'avorio e accetteranno un confronto paritario con chiunque su Wp. E' un problema che assume proporzioni diverse nelle varie aree linguistiche e culturali.

Anonimo ha detto...

Il problema delle voci di argomenti minori inerente al fatto del basso controllo, della probabile limitata competenza degli autori e della forte probabilità di inserimenti di contenuti con un punto di vista non neutrale c'è (assieme a molti altri problemi). Ma da qui a giudicare Wikipedia nella sua interezza come non un'enciclopedica e dai limiti teoricamente insormotabili ce ne passa. Una cosa è un problema, un'altra ciò che comporta. Se nel riconoscere il problema si può facilmente essere concordi, nel dare la tesi definitiva ne dubito, perlomeno senza una lunga argomentazione a riguardo.

Marina Milella ha detto...

Quello che io non capisco (e non lo capisco perché a me, nel mio campo, non succede) è perché gli specialisti trovino così deleterio mostrare (argomentando) le proprie superiori conoscenze, invece che appellarsi al già avvenuto riconoscimento accademico di esse (che da quel che sembra a me, comunque lo si metta *è* principio di autorità: "io ne so di più perché sono un professore" punta sull'autorità, mentre "quello che dico è sensato in base a queste prove/ragionamento" è diverso. D'altra parte se ci si rifiuta di confrontarsi con quelli che non sono alla tua altezza, perché mai le tue idee dovrebbero servire a qualcosa e che differenza ci sarebbe tra chi studia e scrive su un oscuro filosofo settecentesco e chi fa collezione di soldatini? e soprattutto, se non siamo in grado di passare cultura idee e ragionamento a tutti, potenzialmente a tutti, perché chiediamo a tutti di finanziare le nostre ricerche? (si, forse dovremmo un po' scendere da questa torre d'avorio)

Anonimo ha detto...

Egr. Prof. Rossetti,
in molti punti non posso che sottoscrivere quanto altri hanno già detto a proposito della visione che il mondo accademico ha di Wikipedia, ovvero di una fonte di sapere da evitare perché non completamente affidabile (cosa che, tra l'altro, Wikipedia e i suoi contributori sanno benissimo, tanto da scriverlo in un apposito disclaimer) o, nei casi peggiori, di un nemico da combattere. Devo peraltro sottolineare che molto (troppo) spesso i docenti universitari dicono ai loro studenti di non usare Wikipedia, ma molto (troppo) raramente dicono come usarla, ovvero come un punto di partenza che può contenere buone indicazioni riguardo a dove rivolgersi per approfondire un qualsiasi argomento, spesso rimandando a fonti largamente riconosciute dalla comunità accademica.

Lei certamente è una persona che ha un'elevata competenza nel suo campo, e non posso certo essere io a contestarla, ma vorrei rammentarLe che in Internet Lei è un nome, un numero, un indirizzo IP, e niente altro. Non basta dire "sono XYZ"; io, che mi occupo di tutt'altro, potrei scrivere di genetica affermando di essere Rita Levi Montalcini, ma non esisterebbe alcuna possibilità di provare che io davvero lo sia o il contrario.

Wikipedia, nella sua innata e inevitabile imperfezione, ha scelto di ammettere ciò che fonti terze ed attendibili attestano essere rilevante nel campo a cui si riferiscono. Per stare al Suo esempio, lo studioso di filosofia del diritto a cui Lei si riferisce (di cui non dice il nome, che quindi non possiamo conoscere) se davvero è rilevante nel suo campo è probabilmente citato in molte pubblicazioni sulla materia, altrettanto probabilmente notizie su di lui e sulla sua opera sono anche reperibili online, e proprio questo è il principio su cui si basa la valutazione (delle voci, non del loro soggetto, sia ben chiaro) a cui i wikipediani sottopongono le voci create.

In conclusione, prof. Rossetti, se Lei fosse andato su Wikipedia a dire "questo studioso è fondamentale, e ve lo dico io che sono un esperto della materia", ben difficilmente avrebbe ottenuto soddisfazione, soprattutto per i motivi di incertezza sulla sua identità che, per gli evidenti motivi che Le ho citato sopra, non è rilevabile; se invece avesse detto "questo studioso è fondamentale in quanto citato in [questo libro] di XYZ, le sue teorie sono oggetto di studio da parte di ABC e DEF e viene ripetutamente citato da [questo autorevole sito del settore], stia certo che le Sue segnalazioni avrebbero avuto la dovuta attenzione e, molto probabilmente, la voce in questione non sarebbe stata cancellata.

Mi permetto inoltre di aggiungere che, qualora Lei ritenesse opportuno (con le limitazioni di cui sopra, ovvero avendo l'accortezza e la compiacenza di citare fonti adeguate) mettere a disposizione dei comuni mortali attraverso Wikipedia le Sue conoscenze in questo campo, sarebbe sicuramente il benvenuto.

Andrea Rossetti ha detto...

Perché ci tenete così tanto a che Wiki sia considerata un'enciclopedia? Non è u'enciclopedia solo il retaggio di un modo di fare e trasmettere conoscenza che la folla volenterosa ha superato?

fabristol ha detto...

Non concordo completamente con l'autore del post su due punti:
1) quando parla di Wikipedia come enciclopedia democratica. L'idea che sta alla base di Wiki non è la democraticità ma il concetto di sistema emergente. Cosa che la democrazia politica non è.

2) e quando dice: "Il problema è che se il lettore è totalmente digiuno di un argomento non è in grado di giudicare il contenuto e quindi l'idea che si farà di quel particolare argomento sarà parziale o sbagliata" quest'ultimo problema riguarda anceh le enciclopedie o i saggi cartacei o digitali tradizionali. Il lettore "a digiuno" si troverà sempre di fronte ad un testo di cui non è in grado di giudicare il contenuto. Quindi non è un problema di Wiki ma generale.
Il problema non è chi scrive un testo attendibile ma chi non è capace di giudicarlo come attendibile e questo è un problema generale della cultura che esiste dall'inizio dei tempi.

E poi un altro punto da considerare è questo: quello che voi considerate dei punti deboli, ovvero la correzione di un testo e la sua non fissità, a me sembrano invece caratteristiche positive che una enciclopedia tradizionale non ha. Ci sarà sempre la possibilità di poter correggere il testo in Wiki, mentre in quelle tradizionali no.

Johnlong ha detto...

E' un'enciclopedia, che secondo alcune ricerche ha un livello di affidabilità comparabile a quelle disponibili in commercio. Per arrivare al cuore della Sua argomentazione posso solo dire che anche all'università contano, o dovrebbero contare, i contenuti e non i nomi. Nella mia pagina utente ci sono un po' di pagine che potrebbero aiutarla a comprendere la complessità delle dinamiche wikipediane (ad esempio la contrapposizione tra "deletionism" e "inclusionism", o il problema del Systemic Bias). Se vuole sostenere una tesi tanto ardita credo che dovrebbe svilupparla meglio, perché potrei chiederle: lei crede nel suffragio universale? In fondo in Wp ci si limita a scrivere, quando si vota si tratta di governare un paese... non sarebbe allora opportuno un platonico governo dei filosofi? E abolire la democrazia?

Andrea Rossetti ha detto...

Johnlong io non so se lei contribuisca a Wiki; mi auguro di no: confonde piani ed argomenti e sfoggia un'arroganza degna di un barone universitario.

Anonimo ha detto...

È una trave antica: "Sono di Massaciuccoli, non ne sono mai uscito. Non c'è persona più indicata di me per parlare di Massaciuccoli".

Mentre WP ha deciso di articolarsi su un sistema di collaborazione orizzontale, sfidando i problemi che ciò può dare e, io credo, inserendosi in un percorso di irreversibile miglioramento, la nostra accademia italiana cosa ci ha proposto? La vecchia, inossidabile simonia. L'università italiana non è un'università, potrei affannarmi a dire. Ma strali così generici sono sempre mezze idee.

So che Lei ha collaborato a WP: di questo la ringrazio. Quando una voce fa un passo avanti secondo le regole che la comunità si è data, a quel punto mantenere quegli avanzamenti diventa solo un'esigenza di pattugliamento rispetto ai vandali. Più le questioni sono, però, delicate, maggiore è la pressione che sul sistema viene esercitata. Ma questo vale anche fuori da WP: bioetica, darwinismo, esegesi biblica...

Spiace, invece, che la sua recisa e provocatoria affermazione che dà nome al post occorra con riferimento ad una biografia di persona vivente. Le regole di WP, peraltro, danno agio a chi non è competente in una materia di muoversi agevolmente nel seno delle regole: usa le fonti, supporta il tuo parere appoggiandoti a chi ha voce in capitolo sulla filosofia del diritto. In questo modo, lo scopo della libertà di conoscere fa a mio parere un passo avanti che i vostri concorsi e le vostre raccomandazioni non possono fare.

Ora vuole insultare anche me?

Andrea Rossetti ha detto...

Caro Coraggioso Anonimo, qui l'unico ad essere insultato sono stato io.

Anonimo ha detto...

È per questo che hai scritto che WP non è un'enciclopedia? Ok, andiamo avanti.

Anonimo ha detto...

Prima di parlare male di Wikipedia, leggetevi i relativi manuali e le pagine di aiuto:

http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Aiuto

Ricordatevi inoltre che Wikipedia è uno strumento importantissimo in quanto gratuito e aggiornabile, quindi usatela bene!

Gian Francesco Esposito ha detto...

A mio parere va distinto il problema della attendibilità delle voci di Wikipedia (ci possono essere molti errori, ma gli stessi possono essere corretti) rispetto a quello di quali biografie ammettere in WP e quali no. Non è solo questione di intrinseca enciclopedicità del personaggio, ma anche della capacità della voce di essere intellegibile da un pubblico ‘’generalista’’ e non specialista. L’8 settembre del 2008 un utente (che peraltro non mi risulta più nemmeno attivo) ha proposto la cancellazione della voce per l’enorme sovrabbondanza di dettagli e una bibliografia troppo estesa. Complice, probabilmente il trascinarsi delle ferie estive nessun altro utente ha chiesto l’apertura della procedura di "cancellazione ordinaria" e quindi, senza che nessun altro wikipediano si sia espresso in un senso o nell’altro il 15 settembre la voce è stata rimossa. La nuova cancellazione di tre giorni dopo è legata ad un motivo tecnico: non si può riproporre una voce in tempi così ravvicinati se non con una approfondita esposizione dei motivi. Personalmente trovo più complessa la valutazione della terza cancellazione, avvenuta il 16 aprile 2009 che riteneva la voce “sbagliata, promozionale” ma soprattutto riteneva che fosse in violazione di chi detiene il copyright della pagina http://server.fildir.unimi.it/Jori_home.html
Un chiarimento ufficiale da parte del titolare del sito sgombererebbe il campo da questi dubbi.

Andrea Rossetti ha detto...

Ringrazio tutti per i commenti e spero che i miei studenti sappiano approfittarne, anche se non nego che tutto questo interesse mi stupisce: ho sostenuto questa tesi più volte pubblicamente (anche di fronte a dei responsabili di Wikipedia Italia) e, se avete la pazienza di cercare, almeno un'altra volta su questo blog.
Questo, inoltre, non toglie che alcuni degli interventi siano inaccettabili, perché in essi viene messa in dubbio la mia buona fede, la mia intellgenza e la mia competenza (congiuntamente o disgiuntamente); poiché immagino che siano stati scritti da esseri umani giovani posso comprendere che la passione abbia preso il sopravvento sulla capacità di argomentare razionalmente, ma in nessun modo né giustificare né tollerare questo atteggiamento.
Per finire, in questo semestre sono molto impegnato dalla didattica e non riuscirò a rispondere adeguatamente alle osservazioni sesnsate che alcuni hanno sollevato. Ma lo farò sicuramente in futuro.

Anonimo ha detto...

Wikipedia è fondamentalmente un social network occupato da un gruppuscolo di persone che decidono in maniera unilaterale quali voci e informazioni devono essere presenti. Ricordo ad esempio di una signora, di cui non ricordo il nome, che ha messo il suo curriculum vitae su Wikipedia: certamente era non enciclopedico, in quanto la persona in oggetto era solo autrice di un paio di libri per bambini. Ma il fatto di essersi registrata su Wikipedia e di aver conquistato la simpatia di più ha fatto sì che la sua pagina non venisse cancellata. Cerco adesso di recuperare il nome di questa persona

Anonimo ha detto...

Ecco, Anna Maria Carassiti http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Carassiti

Johnlong ha detto...

Se il resoconto qui sopra di Esposito dice il vero il casus belli non esiste, o meglio: esiste ma è facilmente risolvibile. Infatti era questo lo spirito con cui le scrivevo, e mi spiace che mi abbia frainteso, intendevo solo essere conciso e volevo, oltre che esprimerle solidarietà, che considerasse quelle che sono diventate vere e proprie ideologie wikipediane: i "cancellazionisti" contro i "conservazionisti". Il tepore estivo ha evidentemente favorito i primi alla prima procedura di cancellazione mentre alla seconda fu un banale problema di copyright.
Lei ha giudicato Wp in base a questo caso quando in realtà ce ne sarebbero altri anche maggiormante eloquenti, penso alle pagine su temi delicati, come il revisionismo in storia, i temi legati alla bioetica, ecc.

Evidentemente non sono riuscito a farmi intendere: la mia domanda sul suffragio universale ne poneva in realtà una sulla fiducia nell'umanità; la sua disillusione è sicuramente fondata e le ripeto che in Wp l'hanno provata in molti, ma credo che si debba superarla, pena il disfattismo.
Mi sono permesso di rimandare alla mia pagina (che avevo linkato nel nome) perché proprio ieri ho inserito alcuni link inerenti alle politiche di cancellazione la cui procedura su it.wiki, come le dicevo, è in corso di riforma.

Se alcuni intervenuti sono stati un po' duri una motivazione sta forse nel fatto che lei ha messo in discussione la stessa ragion d'essere del progetto, che Wp sia un'enciclopedia è infatti il primo dei suoi cinque pilastri. Una vocazione alla diffusione del sapere che forse non è tanto lontana da quella dei primi enciclopedisti, se poi il risultato non è dei migliori... beh, non lo fu nemmeno allora, diceva infatti Diderot:

Parmi quelques hommes excellents, il y en eut de faibles, de médiocres & de tout à fait mauvais. De là cette bigarrure dans l’ouvrage où l’on trouve une ébauche d’écolier, à côté d’un morceau de maître, une sottise voisine d’une chose sublime, une page écrite avec force, pûreté, chaleur, jugement, raison, élégance au verso d’une page pauvre, mesquine, plate & misérable.

Sperando che possa trovare qualche minuto per rispondere, mi scuso se le sono apparso involontariamente arrogante, e spero altresì che possa riconsiderare le sue parole nei miei confronti: non sono un barone e cerco di collaborare a Wp nel migliore dei modi, e se i miei non sono morceaux de maître spero non siano nemmeno poi tanto misérables, in ogni caso sono facilmente identificabili e se crede potrà sempre venire a gudicarli ed emendarli, in pieno spirito di "openness", vanificando precauzioni e preoccupazioni à la Diderot, di fatto superate dalla modificabilità.

Ad ogni modo, il centro della mia obiezione era che su Wp si sono sviluppate delle modalità argomentative specifiche che occorre considerare e seguire, il progetto ha molti limiti ma è nella sua essenza (pilastro 5: Wp non ha regole fisse) l'apertura verso un perpetuo miglioramento.

Demart81 ha detto...

A parte che "Wikipedia Italia" non esiste e non ha responsabili (mi piacerebbe sapere con chi ha parlato), ma il suo atteggiamento è e rimane solo di chiusura arrogante, degna del miglior Marchese del Grillo. Si tenga la sua cultura e le sue collezioni di letture, certe misurazioni ho smesso di farle da almeno 15 anni.

Annunziata ha detto...

Come non è un'enciclopedia? Lo è eccome, non includerà tutte le voci su tutto ovviamente, si sta espandendo con 10.000 voci ogni mese circa e sembra essere uno spunto per i giornalisti, che copiano a strafottere (scusate il termine) senza neanche citare la fonte. Aggiungerei anche gli studenti. ;)

Jalo ha detto...

Mi sa che quello che stai cercando tu si chiama Citizendium, e già da tempo ha dimostrato i suoi limiti.

http://it.wikipedia.org/wiki/Citizendium

Per il resto, stracondivido quanto scritto sopra da Marina Milella. L'umiltà sta alla base dei rapporti sociali

Anonimo ha detto...

Si va avanti solo quando la conoscenza è condivisa con tutti, le accademie e i dottori per come sono intesi oggi nella nostra società sono destinati a scomparire (e in fretta, direi io), in caso contrario sarà la nostra società a fallire. Come al solito ai più dotti la storia sembra non insegnare molto. L'Egitto non ha più un faraone da millenni (e con un po' di fortuna ora avrà pure una democrazia), le dinastie cinesi sono state cancellate da un regime comunista (che nonostante tutto è stato un movimento popolare), lo stato della chiesa oggi è meno vasto di un chilometro quadrato. Le invenzioni dell'ingegno umano più utili, diffuse e rivoluzionarie sono tutte libere, e "io ne so di più di voi" e "voi non avete il diritto di parlare" (leggi "questa non è un'enciclopedia") sono gli argomenti di un perdente.

Anonimo ha detto...

Non capisco tutta questa animosità: Wikipedia è uno dei siti Internet più consultati in Italia, normale che riceva critiche. Non mi pare che da Google si straccino le vesti quando si parla male di loro...

Anonimo ha detto...

Parole sante, Wikipedia e' il regno dei piccoli anonimi detentori di un piccolo potere. E' la palestra di anonimi "censori" del lavoro e del sapere altrui. Il delirio di potenza e' la parola d'ordine del profilo del perfetto estensore. Io ne conosco alcuni che prima di tutto si nascondono dietro un sicuro anonimato e poi si ergono a difensori delle loro "piccole" idee.

Wikipedia deve sparire e' obsoleta. E' molto meglio avere pareri diversi che un unico parere "ufficiale" povero e fuoriviante!

ildelaura ha detto...

Gentile Professore,
credo che quello che Le è successo sia effettivamente imbarazzante, credo anche che dovrebbe andare avanti nella ricerca dei motivi di questa azione non molto comprensibile. E come Le è stato suggerito, difendere i Suoi principi. Se ci tiene.
Sono una insignificante bibliotecaria universitaria, ho dato qualche piccolo contributo a Wikipedia che trovo uno strumento di grandissimo interesse e ho fatto qualche lavoretto su Wikidot, altro strumento molto interessante. Mi sembra che il punto fondamentale sia stato toccato da chi ha detto che occorre insegnare agli studenti ad usare Wikipedia, piuttosto che a tenerli lontani da essa "tout-court". Un grande problema che io da bibliotecaria noto è proprio la grande mole di informazione a disposizione degli studenti che spesso non sono in grado di filtrare. Ai miei tempi si prendeva il treno, si scartabellavano chilometri di schedari cartacei e si supplicava il bibliotecario di farci vedere un libro. Oggi praticamente quasi non serve muoversi da casa. Ma occorre un grosso lavoro di "scrematura" del non pertinente. Wikipedia può costituire un punto di partenza, come è stato detto.
E ha in ogni caso un valore intrinseco di diffusione dell'informazione che dovrebbe a mio parere invogliare soprattutto gli esperti a "metterci mano".
O no?

GIANPAOLO ha detto...

Considero Wikipedia un ottimo punto di partenza. E' immediato, ricco e in continuo aggiornamento. E' certamente un punto di riferimento ma proprio a causa del suo principio (il fatto che ognuno possa dare il suo contributo) non è un'autorità. Sta nell'utente non vederlo come una enciclopedia classica, dove ogni informazione è accertata e compilata da esperti. Ripeto, è un ottimo punto di partenza ed è sempre un passo in avanti rispetto a tutto nel dare un nome alle cose ma, soprattutto nelle voci meno conosciute, è un bene non limitarsi ad essa.

Pellegrina ha detto...

Non sono del tutto d'accordo con la premessa del post. Anche nelle enciclopedie tradizionali e accademicissime ci sono forti discontinuità tra le voci. Un esempio a caso: il Dizionario biografico degli italiani che apprezzo e uso moltissimo, presenta abissi tra la voce, che so, Andrea Alciato e altre della medesima disciplina.
Poi ben vengano tutte le richieste di autorevolezza e scientificità, le dimostrazioni di competenza, fatte nelle sedi appropriate (quindi anche su wikipedia se riteniamo faccia sciocchezze coi nostri contributi), ma evitando, almeno li', toni che inevitabilmente finiscono con l'essere riconducibili al "Lei non sa chi sono io": non lo so e non mi interessa, francamente, o meglio mi interessa molto ma molto meno delle argomentazioni e dell'evidenza con cui sostiene le sue tesi. A margine, se l'Università e gli studiosi in Italia godono di cosi' poca buona fama, molto potrebbe essere anche dovuto a questo tipo di atteggiamento che non cessa di ritenere degni di rispetto intellettuale unicamente e ipso facto gli appartenenti alla casta accademica, che, come qualunque altra casta, non è certo immune da tare. Le sembra un'accettabile ipotesi di lavoro?
(A scanso di equivoci devo precisare che non sto sostenendo alcun sapere alternativo a scapito dell'evidenza scientifica. Sto parlando dell'arroganza e dell'arroccamento élitario con cui il ceto universitario guarda chiunque non ne faccia ufficialmente parte - magari non per proprio demerito ma per ben più materiali motivi. Una peculiarità piuttosto italiana.)

Andrea Rossetti ha detto...

Cara Pellegrina, nell'ultimo anno ho prodotto 3 saggi, tutti pubblicati su riviste con blind peer review, due delle quali internazionali, in cui il mio lavoro è stato giudicato da degli sconosciuti competenti degno di essere pubblicato su una rivista; ma è evidente che io non sia abbastanza competente per per giudicare le voci sui miei argomenti che compaiono in Wiki. Un consiglio: la prossima volta che è malata, invece di andare dal dottore, si faccia curare da quelli che scrivono le voci mediche su Wiki; di sicuro sono meglio loro del suo medico.