mercoledì 25 marzo 2015

Cronache di un pavese digitale (1) - I biglietti dell'autobus

Solo l’influenza mi ha trattenuto la scorsa domenica dallo scrivere una recensione moderatamente positiva dell’app UpMobile (non solo il gioco di parole non si può sentire, ma non si può neanche scrivere: licenziate il copy): nonostante la bassa usabilità (per evitare la brutta figura del solito che dirà “ma io la trovo molto usabile”, quando io parlo di usabilità sto intendento la metrica posta dallo standard ISO9241), nel complesso fa il suo lavoro - certo una volta che l'ho usata senza occhiali ho comprato un biglietto da 1,70 invece di uno da 1,30; una mattina mi sono ritrovato il telefono scarico alle 10 di mattina, perché dopo l’acquisto mi sono dimenticato di disattivare il GPS; i controllori mi stavano multando perché sono salito sull’autobus prima dei tre minuti necessari all’autobliterazione / insomma, c’è ancora un po’ da lavorare, ma come si dice “piutost che gnent l’è meil piutost”. Quindi martedì mattina (era il 24 marzo), col cellulare bello carico, mi reco con qualche minuto di anticipo alla mia fermata dell’autobus, pronto a fare l’ormai ennesimo biglietto digitale. Ma inizia male: intanto il mio operatore non mi dà accesso alla rete dati. Ma non c’è problema, accendo il modem con l’altro operatore (ma quanti hanno nello zaino un modem?), mi connetto, procedo. Tutto bene, ci ho fatto la mano: in meno di tre minuti ho completato l’operazione e schiaccio il tasto definitivo; tutto sembra procedere per il meglio ma: “TRANSAZIONE NEGATA”.
Ormai mancano pochi minuti all’orario di arrivo previsto dell’autobus, ma non mi faccio prendere dal panico; anche se non sono un tecnico, sono pur sempre un utente esperto: chiudo l’app Up, chiudo per sicurezza anche tutti gli altri programmi aperti, rilancio, rifaccio volo la procedura, ma il risultato non cambia: “TRANSAZIONE NEGATA”.  Il bar è comunque a due passi e faccio ancora in tempo a prendere un biglietto di carta: “Mi dispiace, sono finiti, non me li consegnano”. Allungo il numero di giorni che mi toccherà passare in Purgatorio, inventando nuovi nomi per le divinità di pantheon esotici. Mi incammino, alla fine abito a poco più di mezz’ora di cammino dalla Stazione, ma intanto riprovo compulsivamente a rifare il biglietto. Nel dubbio che sia un problema di carta, provo a comprare anche l’ultimo numero di Injustice for all (la saga in cui il Joker uccide Lois Lane e Superman uccide il Joker e diventa il “tiranno illuminato” della Terra, combattuto da quell’anarchico di Batman); ma quello è l’AppStore: una password, due click, 99 centesimi e il giornalino è scaricato sul mio device; quindi la carta funziona. Riprovo ancora qualche volta ossessivamente (reinserisco il numero di carta, il CVV, cambio device, mi riaccredito) a fare un biglietto (e ogni mio vano tentativo è registrato dal sistema come operazione eseguita: sono meno di 1500 da quando il servizio è stato lanciato). Poi chiamo il servizio di clienti di CartaSì, per accertarmi che non sia comunque un problema della carta; dopo tre tentavi abortiti a causa della caduta della linea (e 5 euro volati via: CartaSì fornisce assistenza ai suoi clienti per la modifica cifra di 36centesimi circa al minuto), ci rinuncio e arrivato in Stazione, sconfitto, mi compro all’edicola qualche biglietto di carta da tenere in tasca.


Morale: (i) lo so che non è colpa del Sindaco se le reti cellulari non funzionano bene, ma se parliamo di cittadinanza digitale e di servizi digitali al cittadino, poiché la maggior parte delle persone accede alla rete con uno smartphone, in un futuro assai prossimo i Sindaci dovranno anche assicurarsi che i cittadini possano connettersi, e quindi vegliare che le ditte di telefonia forniscano un servizio minimo adeguato (ii) ci deve essere qualcuno che tiene sotto controllo il funzionamento dei servizi digitali e che, soprattutto ne valuti l’opportunità: 1500 transazioni (di cui almeno una decina, le mie, fallite) giustifica il prezzo di mantenimento di un sistema che Banca Sella di sicuro non ci regala? (iii) ho cercato anche oggi mercoledì 25 marzo di comprare un biglietto digitale, con il medesimo risultato; dovrei telefonare all’assistenza dell’app Up, parlare con un rispettabilissimo impiegato che non saprà che pesci pigliare e che con ogni probabilità non mi risolverà il problema; insomma perdere il mio tempo per ottenere un servizio banale come l’acquisto di un biglietto dell’autobus; probabilmente, nonostante, la mia buona volontà passerà molto prima che io ricompri un biglietto digitale 

Nessun commento: